«Voi vedete la miseria nella quale ci troviamo; Gerusalemme è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati!». (Neemia 2-17)

CHI SIAMO

Un giorno, il re notò la tristezza sul volto di Neemia e gliene chiese la ragione. Dopo una silenziosa e breve preghiera rivolta al suo Dio, Neemia rispose che Gerusalemme, la città dei suoi antenati, era in rovina e che lui desiderava andare a ricostruirne le mura. Il re gli accordò il permesso, gli diede una scorta di cavalli, lettere di presentazione per i governatori dei vari distretti che doveva attraversare e lo nominò governatore della Giudea.
Investito da tale carica, una volta arrivato a Gerusalemme si diede subito da fare per l’opera di ricostruzione. I notabili ebrei s’impegnarono a costruire ognuno una parte delle mura. Neemia venne accusato di ribellione contro il re di Persia, ma quelle false accuse crollarono presto.Le mura vennero ultimate dopo 52 giorni, circa settant’anni dopo la costruzione del tempio. In seguito, un decimo della popolazione si trasferì in città per viverci e furono organizzati il governo ed i servizi del tempio. Neemia si dedicò all’insegnamento delle Sacre Scritture e la sua opera fece sorgere un forte senso di pentimento tra il popolo, provocando un grande risveglio spirituale.Al capitolo 9 leggiamo la confessione dei peccati che il popolo fece davanti a Dio, seguita dalla preghiera dei Leviti che metteva in risalto la grazia costante di Dio verso il suo popolo. A seguito di tutto ciò, il popolo rinnovò solennemente il patto con Dio..

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Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi, non resta nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli arroganti, ma nella legge del Signore trova la sua gioia. (Salmo 1)

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